Il Maestro Ideale

Formazione

Si parla tanto di come diventare maestro, dell'iter formativo: pochissimo si dice invece di come diventare maestro dal punto di vista umano. Della relazione con il cliente, perché questo è uno che sborsa parecchi quattrini per passare un'ora con un essere provvisto di distintivo. Il campo scuola, paradiso dei principianti, è un posto in cui vale la pena fare un salto investigativo per farsi un'idea di chi ha afferrato il senso di questa professione e chi invece è meglio lasciare in panchina.
Essenzialmente, un buon approccio può essere ricordarsi il nome dell'allievo, usarlo spesso e ascoltare cosa ha da dirci. Non altrettanto efficaci sono pratiche quali approfittare dei trasferimenti per inviare e leggere sms o ricevere telefonate. La conversazione pre-lezione sulla seggiovia dovrebbe aiutarci a inquadrare chi abbiamo di fronte, scoprire se è ansioso, perfezionista, emotivo: bisogna ascoltare che aspettative nutre, cosa desidera imparare (meno efficace appare sciorinare compiaciuti l'elenco smisurato dei tricks padroneggiati o dei successi agonistici). Non sono parole al vento, sono fondamentali per adeguare il nostro modo di porci e di proporre esercizi personalizzati: conoscere a memoria il testo può essere un sistema come un altro per tenere allenato il cervello, ma adattarne i contenuti di volta in volta è sicuramente un modo più produttivo di utilizzare i neuroni.
Talvolta può rivelarsi vincente tralasciare ogni linguaggio tecnico in favore di espressioni più elementari ma meno intimidatorie: mai notato che la percentuale di chi cade al solo pronunciare la parola curva rasenta il 99%? Spesso un'adeguata ed efficiente assistenza diretta, unita ad indicazioni vaghe ed elementari del tipo: guarda quel pilone laggiù e vacci consente all'allievo di familiarizzare con l'attrezzo e lo scivolamento molto rapidamente, acquisendo le curve senza accorgersene. Naturalmente mettere in campo un'adeguata assistenza diretta richiede un certo dispendio di energie, impegna i sensi ed i muscoli a 360° senza procurarci l'ammirazione che conseguirebbe dall'eseguire un 360.
Non è raro imbattersi in esemplari pataccati incapaci di resistere al richiamo del trick e che pertanto usano il campo scuola per esibire le proprie capacità, forse persuasi di instillare nell'allievo (che invece bramerebbe attenzione e sostegno) la motivazione per venire a capo della famigerata curva elementare. Tali soggetti tuttavia mostrano di non avere afferrato un concetto parecchio semplice: l'allievo ha pagato per imparare e trascorrere un'ora piacevole e produttiva. Un maestro che impieghi il tempo per mettere in scena uno show personale non diventa e non è un super maestro: è semplicemente superFLUO.