Gli snowparks oggi, come tutti sanno, sono una delle attrattive più apprezzate nelle moderne località turistiche di montagna. Individuate all'interno delle aree sciabili offrono principalmente a snowboarders, ma oggi sempre più anche a freeskiers, la possibilità di divertirsi compiendo in sicurezza evoluzioni su strutture artificiali. In sicurezza appunto, ma chi pensa alla sicurezza? Le diverse strutture sono studiate per ridurre al minimo la possibilità di infortunio, ma non basta... Ci sono delle regole da capire e rispettare, come il decalogo appeso all'entrata di ogni snowpark, che andrebbe letto, compreso e rispettato da chiunque usufruisca di dette aree. Queste regole, comprese quelle del buonsenso, sono ben conosciute dai frequentatori abituali dei parks (i così detti pro) che sanno perfettamente, per esperienza, come devono comportarsi in ogni situazione in queste aree, per mettersi in pericolo il meno possibile e soprattutto per non mettere in pericolo gli altri. Al giorno d'oggi però, gli snowparks non sono frequentati solo da snowboarders di alto livello, ma il freestyle, grazie anche alla presenza di aree snowparks per utenti di livelli bassi, è apprezzato sempre più da snowboarders e sciatori alle prime armi. Qui, a mio parere entra in gioco la figura del maestro. Se è vero infatti che all'ingresso di ogni snowpark è esposto il regolamento, è altrettanto vero che non si può essere sicuri che chiunque entri in un park abbia l'accortezza di leggere i cartelli... e non si può essere sicuri che chi ha il buonsenso di leggere, riesca a comprendere ciò che vede scritto, e che solamente leggendo un cartello riesca a comportarsi all'interno di queste aree senza mettersi in pericolo e mettere in pericolo gli altri utenti. Quindi, potrebbe rientrare nei compiti di un maestro quello di insegnare ai propri clienti come comportarsi all'interno degli snowparks... proprio come ogni maestro insegna ai propri allievi come ci si comporta sulle piste classiche... - non ci si ferma dietro ai dossi - ci si ferma ai lati della pista - si guarda a monte prima di attraversare una pista o prima del rientro da un fuoripista - si lascia la tavola a terra con gli attacchi appoggiati sulla neve... ecc. Queste sono regole del buonsenso che ogni maestro insegna ad ogni allievo per metterlo in grado usufruire della montagna in sicurezza. Oggi anche lo snowpark fa pienamente parte della montagna e penso sia giusto che chiunque sia in grado di raggiungere una di queste aree ed abbia anche solo una minima idea di usufruirne debba essere informato di come ci si comporta all'interno. Questo, sempre (come ripetuto più volte) per non mettersi e mettere gli altri in pericolo... Non serve essere Shawn White per spiegare come ci si comporta in un park, le regole sono sempre quelle del buon senso, quelle che spieghiamo in ogni lezione classica ai nostri clienti. Ma se non le spieghiamo non possiamo essere sicuri che siano comprese...
È per questo, che all'interno dei corsi di formazione per maestri di snowboard, già da diversi anni viene posta particolare attenzione a questo argomento, ed oltre alla parte tecnica, viene approfondita la parte riguardante l'educazione all'interno di queste aree. Questa educazione (che non riguarda il dire parolacce, buttare le cartacce ecc.) viene centrata sulle regole da tenere nei parks, su quando e come trasmetterle ai propri allievi e su come far divenire i propri allievi parte integrante del sistema snowpark. Si, sistema, perché chi gira spesso in park sa benissimo che ogni utente deve essere il più possibile parte integrante di questo sistema... e sa che se ogni ingranaggio gira bene tutto il sistema fun ziona meglio e i rischi si abbassano. Questo vuol, dire che ogni utente non deve pensare solo a se stesso, ma deve pensare di essere in questo sistema, e deve essere attento e partecipe il più possibile a quello che succede. Un piccolo esempio può essere quello di sapere i segnali per dire a gesti se un salto è libero o impegnato... il concetto, se mi avete seguito, non è solo quello di sapere i gesti, ma quello di usarli, non solo per se stessi o per l'amico del cuore, ma perché tutto il sistema funzioni meglio. Ci viene spesso chiesto ai corsi, quando o a che livello un maestro possa portare gli allievi in park... la risposta è... il prima possibile! Ma attenzione, non per insegnare il 360° agli allievi il prima possibile, bensì per educarli il prima possibile a stare nel park!