Attrezzatura

Riding
Approvato

Una corretta conoscenza dell'attrezzatura permette di avvicinarsi allo snowboarding e progredire rapidamente.

Si ringraziano per la collaborazione fornita:
Federazione Italiana Sport Invernali
Burton Snowboards
Hammer Snowboards
Head Snowboards
Red Corporation

1 SNOWBOARD
Cosa si vede in uno snowboard?

1.1 LUNGHEZZA TOTALE (overall lenght)
È la distanza tra le due estremità della tavola.

Come si misura?
Esistono due metodi principali per rilevate tale misura. Alcune aziende misurano la distanza in linea retta tra le due estremità (A), molte misurano l'estensione lungo la superficie della soletta (B).

Scelta della lunghezza
La lunghezza viene scelta considerando alcuni fattori d'utilizzo: una tavola più lunga sarà molto stabile in freeriding/freecarving (adatta quindi alla conduzione), mentre una più corta sarà più maneggevole e permetterà di eseguire curve più piccole o manovre in parks e pipes. Se si vuole una tavola polivalente si sceglierà una lunghezza intermedia. Molte aziende indicano il peso del rider adatto a quella particolare tavola, piuttosto che indicarne l'altezza. Per semplicità, un altro modo per individuare la lunghezza ideale è quello di sottrarre 20-15cm dalla propria statura per il freestyle, e 10-5cm per il freeriding. Per i riders pesanti in ogni caso sarebbe bene aggiungere almeno 5cm alle misure sopra citate.

1.2 LARGHEZZA (waist width)
Misura del punto più stretto della tavola.

Come si misura?
La larghezza indica la distanza da lamina a lamina. Si preferisce rilevare tale misura sulla soletta, poiché in molte costruzioni Cap/Slantwall (trapezoidali) la parte superiore (topsheet o coperta) è più stretta.

Importanza della larghezza
È uno dei criteri più importanti nella scelta di uno snowboard. La miglior tavola del mondo potrebbe essere impossibile da surfare se fosse 5mm più stretta. Dita e talloni possono sporgere leggermente, ma troppa sporgenza è negativa. Le estremità degli scarponi non dovrebbero mai entrare in contatto con il terreno durante le curve o gli attraversamenti. Questa dimensione influenza la rapidità nell'inversione di spigolo, inoltre la larghezza media (punta-centro-coda) combinata alla lunghezza determina la superficie portante dello snowboard su nevi morbide/fresche.

1.3 LAMINA EFFETTIVA (effective edge)
È la distanza tra i punti più larghi della tavola che appartengono allo stesso lato.

Come si misura?
Si dispone la tavola di taglio (normalmente tra 90° e 45°, secondo il produttore) su un piano d'appoggio e si misura la distanza tra i punti di contatto. La sua estensione influenza la stabilità e la maneggevolezza. A parità di lunghezza totale le tavole alpine hanno lamine effettive più lunghe rispetto quelle freestyle.

1.4 LUNGHEZZA DI SCORRIMENTO (running lenght)
È la distanza tra i punti d'appoggio della tavola. Normalmente è uguale o minore della lamina effettiva.

Come si misura?
Si dispone la tavola a piatto su un piano d'appoggio e si misura la distanza tra i punti di contatto. La sua estensione influenza la stabilità e la maneggevolezza. A parità di lunghezza totale le tavole alpine hanno lunghezze di scorrimento più lunghe rispetto quelle freestyle.

1.5 ZONA DI TRANSIZIONE
È l'area definita dalla differenza tra la lunghezza di scorrimento e la lamina effettiva.

Importanza delle zone di transizione
Queste zone influenzano enormemente la maneggevolezza e la precisione della tavola nei cambi di direzione. Una zona di transizione ridotta rende la tavola più difficile, ma precisa; una zona di transizione più ampia rende la tavola più permissiva e fluida nell'iniziare le curve. Per riders principianti sono consigliate tavole con zone di transizione molto estese (vedi anche rocker 1.8b).

1.6 PUNTA (nose)
Parte anteriore della tavola dal punto di contatto all'estremità anteriore.

1.7 CODA (tail)
Parte posteriore della tavola dal punto di contatto all'estremità posteriore.

Come si misurano punta e coda?
La misurazione di queste estremità può avvenire in vari modi. Si possono rilevare il raggio (vedi illustrazione qui sotto), la lunghezza (indica la distanza dal punto di contatto all'estremità) e l'altezza (la distanza dell'estremità dal piano d'appoggio). Normalmente la punta è più grande della coda.

Importanza della forma
La forma determina, in parte, il comportamento dello snowboard su neve morbida, mentre su neve dura e liscia non è rilevante. La punta permette l'aumento progressivo della pressione sotto lo snowboard e favorisce l'avanzamento. La coda permette la diminuzione progressiva della pressione e le sue dimensioni sono determinanti quando si procede all'indietro. Una curvatura più lunga e progressiva è adatta al freeriding ed offre un galleggiamento migliore. Una curvatura più corta, che porta ad avere punte e code più compatte, rende la tavola più leggera e maneggevole per il freestyle. Nelle tavole alpine la coda è poco rialzata e la punta è relativamente più piccola, visto che il loro terreno preferenziale d'utilizzo è la pista battuta e liscia.

1.8a PONTE (camber)
È la conformazione della tavola che mantiene il centro sollevato dal piano d'appoggio.

Come si misura e sua importanza
Si dispone la tavola (scarica) a piatto su un piano d'appoggio e si misura la distanza del punto più sollevato dal piano stesso. La sua estensione non indica la flessibilità, ma ripartisce la pressione su tutta la lunghezza dello snowboard ed influenza, insieme alla flessibilità, stabilità e maneggevolezza. Una tavola con un ponte minore è più maneggevole (ma meno stabile), mentre un ponte maggiore fornisce più pressione alle estremità, quindi più stabilità e reattività. Questa misura è fortemente influenzata dai materiali utilizzati per la costruzione e dalla vita della tavola stessa, normalmente la misura è di 6-10mm.

1.8b PONTE INVERSO (rocker - banana)
È la conformazione che mantiene sollevata le estremità dal piano si appoggio, sviluppato sul concetto delle zone di transizione (1.5).

Come si misura e sua importanza
Similmente alla misurazione del camber, calcola la distanza dei punti più sollevati su entrambi le estremità. Può avere sviluppi ad uno, due, tre stadi in base alla posizione della curvatura rispetto alla lunghezza longitudinale. Permette un miglior galleggiamento in neve fresca, una miglior manovrabilità nelle manovre su flat-kicker-pipe e una pre-deformazione durante la curva.

1.9 SCOOP (cucchiaio - concave)
È la curvatura sull'asse trasverso che arrotonda la parte vicina alle lamine, nata inizialmente come smussatura delle lamine di qualche grado (tuning) sulle tavole da principianti. Oggi questa curvatura rende convesso il piano della soletta (oppure topsheet concavo) per agevolare enormemente l'esecuzione di manovre, ridurre il rischio di contro-spigoli e migliorare la percorrenza rettilinea a tavola piatta (kicker e landing). Può essere presente su tutta la lunghezza oppure solo sulle estremità.

1.10 SCIANCRATURA (sidecut)
È il taglio curvilineo del fianco della tavola. La parte centrale dello snowboard è sempre più stretta delle estremità.

Parametri e comportamento
La geometria di una tavola varia enormemente secondo il produttore: per semplicità riportiamo i parametri principali che definiscono una sciancratura.

Raggio. Il raggio del cerchio che coincide con la curvatura. Spesso si tratta di più raggi. Normalmente un minor raggio permette alla tavola di eseguire curve più strette.
Profondità. È la distanza tra il punto più stretto della tavola ed il piano d'appoggio, quando la tavola viene disposta di taglio. Non sempre coincide con la parte centrale della tavola (vedi curvature ruotate). Normalmente una sciancratura poco profonda permette maggior stabilità anche alle alte velocità, ma la tavola tende a chiudere di meno la curva.

Curvatura. Indica la forma di sciancratura e può essere di svariati tipi:
- Radiale: rappresenta perfettamente una sezione di circonferenza e crea forti pressioni alle estremità.
- Quadratica: esistono infinite geometrie che appartengono a questa categoria, le più utilizzate sono quelle paraboliche, cicloidi, progressive, ellittiche, etc. Grazie a queste curvature, che diventano più dolci verso le estremità si ottiene un'omogenea distribuzione della pressione scaricando punta e coda. In alcuni casi la curvatura viene accentuata nella coda per permettere di iniziare la curva più dolcemente, ma finirla in modo più deciso.
- Ruotata: in questo caso il centro della curvatura viene spostato verso la punta o la coda. Ne risulta una punta più larga o più stretta della coda. La tavola pertanto non è più bilanciata, ne deriva un utilizzo prevalentemente di tipo uni-direzionale.

1.12 TAPER
È la differenza di larghezza tra punta e coda. Si genera ruotando una sciancratura all'indietro, per rendere più larga la punta della coda. Concetto presente su alcune tavole da neve fresca per migliorare il galleggiamento e ridurre la lunghezza generale.

1.13 SHAPE
Indica la geometria del perimetro della tavola.

Tipologie e comportamento
Lo shape può appartenere a varie categorie.
Simmetrico. Quando le due sciancrature sono perfettamente uguali. Hanno avuto molto successo negli ultimi anni, visto la loro facile commercializzazione... non esistono tavole regular o goofy.
Asimmetrico. Quando il lato frontside è differente da quello backside. La maggior difficoltà nella presa di spigolo sui talloni ha indotto alcuni produttori a rendere più profonda la sciancratura backside. Un altro caso in cui lo shape si definisce asimmetrico è quando una sciancratura viene sfalsata rispetto all'altra. Questo tipo d'asimmetria si misura in gradi.
Twin-tip. Quando punta e coda sono uguali. Ne deriva un ottimo comportamento nelle andature fakie e nelle rotazioni, visto il buon bilanciamento di questa geometria.
Direzionale. Quando la punta ha dimensioni diverse dalla coda. L'utilizzo di questa tipologia prevede prevalentemente andature normali (forward).

1.14 TIPOLOGIE DI TAVOLE
In commercio si possono trovare tavole diverse per bambini, donne, principianti ed esperti, differenti nelle dimensioni e nelle caratteristiche costruttive. Cercheremo di semplificare la trattazione di questo punto senza addentrarci nei dettagli costruttivi dei singoli produttori.

Campo d'utilizzo
Possiamo distinguere le tavole in tre grandi categorie:
Freestyle. Hanno le estremità rialzate ed arrotondate per agevolare l'utilizzo bi-direzionale. Sono relativamente larghe per permettere di posizionare i piedi ad angoli prossimi all'asse trasversale. Tavole estremamente maneggevoli, leggere e bilanciate, per essere utilizzate al meglio nei salti e nelle rotazioni.
Freeride. Generalmente hanno una punta relativamente lunga ed una lamina effettiva più estesa rispetto alle tavole Freestyle. Devono favorire un buon galleggiamento in neve fresca ed una buona tenuta in pista. La coda può essere più o meno rialzata, ma comunque di forma arrotondata. Secondo l'utilizzo possono essere più o meno larghe. Le tavole per il boardercross prendono spunto da questa filosofia, ed inglobano altre caratteristiche delle tavole alpine.
Alpine. In questo tipo di tavole si distinguono una punta poco rialzata ed una coda piatta e squadrata. Le qualità più importanti in questo tipo d'attrezzatura sono la stabilità e la tenuta su nevi dure e compatte.

1.15 COSTRUZIONE
Gli elementi che costituiscono una tavola possono differire enormemente secondo il costruttore e delle tecniche d'assemblaggio effettuate, ma generalmente individuiamo i componenti principali. Esistono fondamentalmente due tipi d'assemblaggio:

Sandwich Cap

Nella costruzione Sandwich la struttura portante è inserita, proprio come in un panino, tra uno strato superiore ed uno inferiore, mentre lateralmente troviamo un fianco. Questa costruzione, semplice e robusta, ha rappresentato per anni l'unica possibilità d'assemblaggio. Oggi inoltre è ancora molto valida poiché è affidabile, collaudata e si presta in modo vantaggioso ed efficiente ai processi di prototipazione. Nella costruzione Cap lo strato superiore, che continua anche lungo il fianco dell'anima, si congiunge con lo strato inferiore, al di sopra della lamina. Tale costruzione, più rigida e leggera si basa sul concetto di scatola di torsione (Torsion Box). Esistono infine assemblaggi che prevedono l'utilizzo combinato delle due tecnologie, sovrapponendo le due strutture.

Anima. È il cuore della tavola intorno al quale sono assemblati gli altri materiali. Può essere realizzata in legno (faggio, pioppo, etc.), in materiale schiumato, in alveolare o in altre molteplici combinazioni. Il legno, grazie alle sue proprietà meccaniche di flex e reattività, rappresenta uno dei materiali migliori. Spesso laminato verticalmente (assemblaggio di più listelli), consente un buon assorbimento delle resine e una maggior resistenza strutturale, nonché longevità del ponte. Nella laminazione verticale, i listelli vengono disposti longitudinalmente rispetto all'anima. Vi sono inoltre processi produttivi molto evoluti dove i listelli, nella zona degli attacchi lavorano perpendicolarmente/obliquamente rispetto al longherone centrale, altri in cui la venatura del legno dei singoli listelli viene disposta secondo particolari angolazioni. Queste configurazioni evolute e la qualità meccanica del legno permettono inoltre di variare lo spessore di tutta l'anima, da punta a coda, al fine di modulare il flex sull'intera lunghezza. Alcune aziende utilizzano anche una laminazione orizzontale, tipo legno compensato. Qualora vengano impiegate anime schiumate (soprattutto in prodotti economici) o alveolari si rende necessario l'inserimento di riempimenti o spaziatori in punta ed in coda, che riducono la resistenza e la reattività della struttura.


Biax Triax Quadrax

Fibre. Si trovano sopra e sotto l'anima ed hanno la funzione di rinforzare e fornire il pretensionamento della struttura (ponte). I fili delle fibre, normalmente in vetro, sono tessuti (con trama ed ordito) in fogli molto sottili. I fogli sono poi sovrapposti secondo varie angolazioni. La configurazione più semplice è quella a 90° (Biax). Per una maggior rigidità torsionale viene aggiunto un terzo foglio di fibra (Triax). Le configurazioni più robuste prevedono quattro strati (Quadrax). Durante il processo d'assemblaggio, i fogli di fibra possono essere impregnati preventivamente con collanti epossidici per migliorare la coesione con gli altri strati. Per fornire maggior resistenza e migliorare la reattività delle fibre di vetro vengono utilizzati altri rinforzi, quali il carbonio, il Kevlar o altri materiali. La caratteristica di tali materiali deve sempre e comunque rispettare il flex armonico della struttura senza creare punti d'eccessiva rigidità o pesantezza.

Soletta. È una lastra applicata sotto la fibra inferiore e rappresenta la superficie che si trova a contatto con la neve e favorisce lo scorrimento. La grafica che spesso si nota in trasparenza, viene applicata all'interno, prima di procedere all'assemblaggio. Le solette sono fatte di un tipo di plastica chiamata Polietilene, P-Tex per abbreviazione. Il P-Tex, secondo il processo produttivo, presenta diverse qualità di scorrevolezza ed assorbimento di sciolina. Una soletta prodotta tramite estrusione* è più economica, più tenera e quindi più facile da lavorare. Per contro è molto più facile da consumare, meno porosa e capace di trattenere la sciolina. La soletta sinterizzata** è più dura e trattiene meglio la sciolina, grazie proprio alla maggiore porosità della sua struttura. Per aumentare la scorrevolezza il P-Tex viene arricchito con delle molecole di carbonio. Questa soletta, chiamata anche Electra, ha la capacità di scaricare a terra le cariche elettrostatiche generate dallo sfregamento/scorrimento. Le ultime novità in fatto di scorrevolezza, sembrano utilizzare l'indio, materiale autorefrigerante che reagisce al riscaldamento cambiando il proprio stato ed abbassando nuovamente la propria temperatura. La scorrevolezza dipende inoltre da due altri fattori, la sciolinatura e la scolpitura della soletta o impronta. La sciolinatura più efficace e più efficiente è quella a caldo che, grazie all'azione del calore, apre i pori della soletta e fa penetrare in profondità la sciolina. Quella a freddo, anche se molto comoda e veloce, non ha una permanenza duratura e non migliora le qualità elastiche del P-Tex. La sua planarità influenza la facilità d'uso: una soletta concava (avvallamento rispetto alle lamine) rende lo snowboard più difficile da manovrare di una convessa.

*Le solette estruse vengono prodotte sciogliendo dei granuli di polietilene e forzando il materiale attraverso un ugello della dimensione voluta per formare un foglio dello spessore richiesto. Il materiale che ne risulta è molto facile da riparare, ma allo stesso modo danneggiabile. Solo le tavole economiche utilizzano questa soletta. **Le solette sinterizzate vengono prodotte scaldando lentamente del polietilene polverizzato, sotto una forte pressione. Ne risulta un blocco (come una grande forma di formaggio), che viene successivamente tagliato a strati per formare la soletta. Le solette sinterizzate hanno un peso molecolare (UHMW) più alto. Con un maggior peso molecolare, la resistenza alle abrasioni e l'assorbimento della sciolina aumentano.

Fianchi. La loro funzione è di proteggere e contenere lateralmente l'anima dello snowboard. Possono avere diversi profili, in relazione al tipo d'assemblaggio effettuato, con parametri diversi di tenuta e robustezza. Nella costruzione Sandwich i più usati sono di tipo Vertical e Slantwall (trapezoidali) e vengono utilizzati materiali teneri quali l'ABS, in quella Cap il fianco è costituito dalla fibra superiore che si congiunge con quella inferiore. Nel processo di tuning (manutenzione delle lamine) devono essere smussati adeguatamente per consentire agli utensili utilizzati (pietre, lime, etc.) di lavorare in modo idoneo.

Lamine. Sono degli elementi metallici applicati lungo i lati della tavola, che favoriscono l'incisione del manto nevoso. Le lamine d'acciaio sono incastonate tra un elastomero (sotto le fibre di rinforzo) e la soletta. Devono essere incollate e sigillate saldamente all'elastomero per prevenire delaminazioni della struttura, poiché in questo punto finiscono tutte le pressioni e gli shock. La durezza dell'acciaio permette alla lamina di rimanere affilata più a lungo, ma rende il processo d'affilatura più difficile. In alcuni casi queste rinforzano anche le estremità, altrimenti protette da parapunta e paracoda in alluminio.

La loro cura e manutenzione è determinante. Il grado d'affilatura dipende dall'utilizzo che si intende fare e dal tipo di neve. Esistono vari angoli d'affilatura delle lamine e si possono persino combinare tra loro, riportiamo qui sopra un esempio d'affilatura ad angoli combinati. Per i principianti si consiglia di utilizzare angolazioni alte (90°), oltre che smussare di qualche grado la lamina sul lato della soletta... ciò permette una tenuta sufficiente, notevole maneggevolezza e riduce la possibilità di controspigoli. Si consiglia inoltre di arrotondare abbondantemente la punta e la coda, per rendere più robuste e meno taglienti le estremità. Per preservare lo stato perfetto delle lamine è buona prassi asciugare sempre l'acciaio dopo l'uso e, per lunghi periodi di inutilizzo, sciolinare la soletta, lasciando poi lo strato superficiale di sciolina.

Coperta (topsheet). È una lastra in materiale plastico, generalmente ABS, che protegge superiormente la tavola da urti e graffi e sigilla la struttura portante da neve ed umidità. Su di essa viene applicata la grafica, tramite un processo di sublimazione (il colore penetra all'interno) oppure di serigrafia che poi verrà laccata.

Elastomero. È una striscia di materiale gommoso ed antishock che viene posta tra la lamina e la fibra inferiore. Ha la funzione di sigillare i fianchi, poiché grazie alla sua elasticità e resistenza permette di incollare saldamente l'acciaio alla fibra di rinforzo. Questa semplice striscia permette allo stesso tempo di ridurre le vibrazioni e distribuire la pressione, garantendo un uso più fluido e controllabile.

Boccole. Sono degli inserti metallici ancorati nella struttura portante della tavola e grazie alla presenza di un filetto (normalmente con passo metrico): al loro interno permettono di accogliere le viti di fissaggio degli attacchi. Vengono inseriti in fase d'assemblaggio. I più utilizzati hanno un piattello sul fondo dotato di un'apertura. Tale apertura previene i danni accidentali durante la fase di montaggio causati da viti troppo lunghe, ma allo stesso tempo si potrebbe danneggiare, anche se in maniera meno grave, la fibra inferiore e la soletta. La loro configurazione può essere di due tipi: 4x4 e 3D. Per avere più possibilità di variare il passo degli attacchi vengono inseriti 16/20 inserti. Alcune aziende inseriscono questi inserti in binari scorrevoli, per aumentare le possibilità di montaggio.

Resine. Sono dei materiali utilizzati per assemblare i vari componenti finora descritti. Possono inoltre fungere da riempimento nelle intercapedini. La loro composizione varia secondo il produttore, i più utilizzati, vista la loro tenacità/resistenza alle deformazioni, sono quelli a matrice epossidica. Tali collanti vengono fatti penetrare nei componenti inseriti nello stampo grazie a temperature elevate (90C°), forti pressioni (6bar/cm2) e un po' di minuti (10-15'). Altra operazione importante del processo è quella di rispettare un raffreddamento lento, onde evitare che i collanti possano cristallizzare e rompersi sotto forti deformazioni.

1.16 DEFORMAZIONI
Considerando la tavola un corpo flessibile ed elastico, le forze applicate (nel punto di fissaggio dei piedi) si ripartiscono sulla superficie d'appoggio e producono delle deformazioni momentanee. I materiali, le tecniche costruttive e le configurazioni influenzano così i parametri secondo i quali una tavola si deforma.

Flessione. Deformazione dello snowboard sull'asse longitudinale rispetto a quello normale. Tale deformazione definisce la ripartizione della durezza (questa caratteristica non indica la qualità della tavola). In curva un flex più morbido permette alla tavola di inarcarsi maggiormente... e la tavola curva in uno spazio ridotto.

Il flex della tavola è condizionato per la maggior parte dalla configurazione delle due fibre di rinforzo e dalla loro distanza reciproca. Una maggior distanza tra le fibre (superiore ed inferiore) aumenta la rigidità della tavola. Potremmo avere una tavola molto rigida, addirittura con un'anima in aria. Riportiamo di seguito alcuni profili, i più utilizzati sono B e C.

A

B

C

Torsione. Deformazione dello snowboard attorno all'asse longitudinale. In curva un'ampia torsione diminuisce l'angolo d'incidenza delle estremità... la tavola tende ad allungare la curva.

Deformazione Convesso-Concava. Deformazione dello snowboard sull'asse trasversale rispetto a quello normale. Una forte deformazione diminuisce l'angolo d'incidenza della tavola e quindi la tenuta.
2 ATTACCHI
L'attacco collega lo scarpone alla tavola. La scelta è determinata dalle esigenze personali e dal tipo di tavola. Si utilizzano principalmente due tipi d'attacchi: hard e soft. Esistono all'interno di queste due categorie delle configurazioni automatiche, dette anche Step-In, in cui le operazioni d'aggancio e sgancio avvengono in modo pressoché automatico. Questi meccanismi in ogni caso sono sempre azionati manualmente dal rider, e non sono intesi per sganciarsi in caso di caduta accidentale. I sistemi Step-In integrano perfettamente la scarpa e l'attacco, ne deriva una maggior rigidità dello scarpone.

2.1 ATTACCO HARD
Struttura formata da una piastra base in materiali metallici/plastici, dotata d'ancoraggi per la scarpa, normalmente degli archetti trattengono le estremità dello scarpone. La chiusura avviene tramite una leva anteriore oppure, nei sistemi Step-In, avviene in grazie ad un meccanismo automatico. Per applicare meglio le forze allo snowboard e per avere un appoggio più naturale si possono usare dei supporti: Canting, che inclina la scarpa verso il centro della tavola; Lifting, che inclina la scarpa verso lo spigolo frontside o backside.

2.2 ATTACCO SOFT
Struttura formata da una piastra base in materiali metallici/plastici dotata di hi-back nella parte posteriore con straps imbottite, oppure meccanismi automatici per la chiusura. Questi attacchi sono caratterizzati da una maggior mobilità laterale e frontale. Spesso sul puntale si trovano degli spessori (Gas Pedal) che permettono di applicare meglio la pressione in frontside e di rialzare le punte sporgenti. Per quanto riguarda l'hi-back è molto importante poter disporre di una regolazione sia per l'inclinazione, sia per il suo allineamento alla lamina. Attualmente esistono 3 configurazioni e possono condizionare enormemente la mobilità, le prestazioni e lo stile del rider:

strap hi-back esterno hi-back integrato

3 SCARPONI
Gli scarponi rivestono un'importanza fondamentale in questo sport. La combinazione scarpone-attacco deve favorire il raggiungimento di tre scopi: protezione del piede, mantenimento di una posizione corretta e interfaccia efficiente tra piede e tavola. Come per gli attacchi si considerano generalmente due tipi di scarpe, che possono avere anche qui una configurazione Step-In dove il meccanismo di ancoraggio viene integrato nella suola.

3.1 SCARPONE HARD

Calzatura con struttura esterna in plastica dotata di leve di chiusura (da 2 a 5) con scarpetta interna imbottita e rimovibile. Ricorda per fattezze lo scarpone da sci, ma è generalmente costruita con plastiche più morbide; la parte superiore sovente è resa più mobile lateralmente ed in avanti da snodi. È usato generalmente nelle discipline alpine. Per la configurazione Step-In nella suola vengono inseriti i meccanismi relativi a ciascun attacco. Conosciamo attualmente due sistemi: Intec e Physics.

3.2 SCARPONE SOFT
Calzatura con tomaia di pelle e/o tessuto e suola di gomma con sistema di chiusura a lacci, straps e/o ganci. Scarpetta interna imbottita rimovibile o fissa. Questi scarponi offrono maggior comfort e permettono la massima mobilità della caviglia. Sono utilizzati dai freestylers e dai freeriders. Nella configurazione Step-In vengono inseriti i meccanismi di aggancio/sgancio nella suola e a volte l'hi-back viene integrato nel gambaletto.

4 POSIZIONE dei PIEDI
La posizione dei piedi sulla tavola è determinata dal tipo d'attrezzatura, dalla morfologia dell'utente e dal tipo d'utilizzo. Per quanto riguarda la lateralità, non vi è un motivo preciso per il quale si pone un piede avanti piuttosto che un altro. Esistono tuttavia dei metodi per stabilire quale lato della persona è preferibile anteporre, come altri sport trasversali, la spinta da dietro, i campi visivi predominanti oppure la pratica con un montaggio 0°-0°, prima della scelta definitiva.

Regular: Piede sinistro avanti Goofy: Piede destro avanti

Si avranno quindi due lati definiti della tavola.

Frontside: Lato della tavola sotto le dita dei piedi
Backside: Lato della tavola sotto i talloni

4.1 PASSO (stance width) - vedi anche /node/44 by Andrea Matteoli
È la distanza tra i piedi disposti sull'attrezzo, misurando da centro a centro. Questa misura dipende dalla statura del rider e dallo stile personale. Per i principianti si consiglia di montare gli attacchi sulla boccolatura consigliata dalla casa. Dopo qualche surfata, si può variare la distanza, tenendo presente che: un passo largo aumenta la stabilità, uno più stretto permette di eseguire curve e rotazioni più veloci. Il passo si ricava dalle seguenti formule:

Con attrezzatura Soft.
- statura x 0,29 per gli uomini
- statura x 0,27 per le donne
- 1/4 della statura + 0\15 cm

Con attrezzatura Hard.
- 1/4 della statura + 0\5 cm

4.2 CENTRATURA LONGITUDINALE DEL PASSO (set back)
La distanza tra il centro della lamina effettiva ed il centro del passo. Nelle rotazioni un passo centrato può favorire la centralità/bilanciamento. Nelle andature un passo arretrato favorisce la direzionalità dell'attrezzatura. Può variare da 0 a -5 centimetri (verso la coda).

4.3 CENTRATURA TACCO-PUNTA (heel/toe centering)
Questa centratura verso il backside o verso il frontside è determinante. Surfare fuori del centro genera instabilità nei rettilinei, discontinuità nelle curve: curve brevi da un lato e curve difficili da completare sull'altro. Ecco cosa bisogna evitare.

I dischi per il fissaggio degli attacchi normalmente hanno delle fessure allungate, per correggere eventuali sporgenze di tacco o di punta.

I riders con i piedi piccoli (fig. a sx), devono centrare lo scarpone con la tavola. Quelli con i piedi più grandi devono centrare attentamente lo scarpone per evitare che la sporgenza di tacco/punta porti a continue cadute. In caso di sporgenza da entrambi i lati, è preferibile far sporgere maggiormente la punta, piuttosto che il tacco (fig. a dx).

4.4 DIREZIONE DEI PIEDI (stance angles)
Orientamento dei piedi rispetto all'asse trasversale della tavola. È molto difficile individuare l'angolazione ideale. Il sistema migliore è quello di provare più soluzioni e tenere la più efficiente, ma in ogni caso è una scelta personale, relativa anche allo stile ed alla tecnica utilizzata. In base al tipo d'attrezzatura si distinguono due categorie di montaggio.

Soft.
- Anteriore da +5° a +35°
- Posteriore da -10° a +15°

Hard.
- Posteriore: tallone e dita del piede posteriore devono trovarsi sopra la verticale della lamina
- Anteriore: +0\15° rispetto a quello posteriore

In caso d'attacchi soft (dotati di hi-back ruotabili) si ricorda che per rendere più efficiente la presa di spigolo, l'hi-back deve essere il più possibile parallelo alla lamina, indipendentemente dall'angolazione della piastrabase.

5 ABBIGLIAMENTO
L'abbigliamento da snowboarding serve in primo luogo a proteggere il corpo dagli agenti atmosferici, estremamente variabili. È utile quindi prevenire situazioni scomode vestendosi adeguatamente. La miglior soluzione è quella di vestirsi a strati, poiché ogni strato assume un ruolo specifico e può funzionare al meglio. In un abbigliamento funzionale distinguiamo fondamentalmente tre strati. Lo strato intimo, per la sua vicinanza alla pelle, dovrebbe essere in grado di assorbire la sudorazione e l'umidità creata dal corpo a causa dell'attività sportiva e permetterne il passaggio verso gli strati esterni. Lo strato termico, in base allo spessore ed ai materiali utilizzati, protegge dal freddo e viene utilizzato quale strato intermedio, deve quindi permettere il passaggio dell'umidità assorbita dallo strato intimo e bloccare il gelo all'esterno. Lo strato esterno, ha la funzione di proteggere gli altri strati soprattutto dagli agenti atmosferici, quali vento, acqua e neve e resistere anche alle abrasioni. I materiali a contatto con il mondo esterno per svolgere la loro funzione sono normalmente realizzati con tessuti robusti, impermeabili, ma traspiranti. Per aumentarne le prestazioni i tessuti vengono laminati oppure spalmati con prodotti idrorepellenti. Nella laminazione si sovrappongono spesso (tramite compressione) uno strato di supporto (che funge da struttura portante), una membrana (permeabile al vapore acqueo, ma impenetrabile dalle gocce d'acqua) ed una fodera interna. Questo tessuto laminato può raggiungere alte prestazioni persino con spessori bassissimi, per il momento è la soluzione tecnologicamente più evoluta, ma anche più costosa. La spalmatura invece viene applicata come una vernice ad un tessuto di supporto. Essa risulta meno traspirante, ma più impermeabile, data la minor porosità dei materiali spalmati. I materiali spalmati, ed in generale tutti i trattamenti esterni del tessuto, sono meno resistenti e longevi rispetto ai laminati, soprattutto dopo svariati lavaggi. Si possono combinare diversi tipi di tessuti e capi al fine di trovare un buon equilibrio tra necessità fisiologiche, i tipi d'attività praticate e le condizioni esterne.
Oltre al tipo di tessuto utilizzato i migliori capi per lo snowboarding hanno dettagli tecnici quali una ghetta in vita, una per gli scarponi, cerniere impermeabili, cuciture saldate, tasche e aperture di ventilazione e molto spesso i vari strati sono disegnati per mantenere un microclima ideale del corpo, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

6 PROTEZIONI
Le protezioni permettono di avvicinarsi allo snowboarding con maggior sicurezza e sono consigliate anche a chi non ha ambizioni agonistiche. Proteggono testa, polsi, ginocchia e fondoschiena da eventuali traumi durante i primi "passi" sulla neve e sono indispensabili agli atleti durante le loro competizioni, sia nelle discipline alpine, sia nel freestyle. Sono particolarmente importanti nei boardercross, considerati i frequenti contatti tra i concorrenti delle varie batterie.