Formazione, Aspiranti, Maestri e Istruttori... Scuole.

Formazione

Colgo nella voglia di sapere di Pillo, la necessità di cercare di dare delle linee guida che ritengo possano essere indicative di un nostro futuro.
Intanto per incominciare non penso che sia importante sapere se la federazione ad oggi interessa lo snowboard o no. L'importante è sapere che con federazione o senza, lo snowboard va avanti.
Ci sono realtà come Alto Adige e Trentino che stanno lanciando messaggi forti alla federazione e non solo, ma anche al Collegio Nazionale e all'AMSI.
Queste tre realtà istituzionali si sono accorte del disagio che serpeggia nei settori e cercano con le unghie di trattenere l' intrattenibile. Si sono accorti tutti che il vecchio sistema non va più e stanno cercando di trovare idee per uscire da questo tunnel.
Ho cercato di analizzare un po' la situazione e, per quanto uno si spossa arrovellare il cervello, non ci sono molte strade da seguire.
Vorrei partire a considerare non i vertici, ma la base.
La mia idea tende in primis a considerare i problemi che dovremmo cercare di risolvere, partendo dalle scuole. Sono le scuole infatti a servirsi dei professionisti che noi formiamo.
Le scuole dagli anni '80 ad oggi, sono state brave a rivedere in particolare le tariffe, mentre i maestri ed in particolare la loro formazione non ha subito grosse variazioni (in particolare questo rappresenta un problema più evidente nello sci alpino).
Le aree d'interesse tipo park e freeride non sono considerate dai maestri delle scuole, mentre nelle scuole sempre più vengono chieste lezioni, che portino almeno ad avere gli approcci nelle aree specifiche, specialmente per l'utenza di età comprese tra i 10 e i 18 anni.
Servono più maestri di snowboard, di sci, telemark ecc. nei park e nei fuori pista, con allievi che si divertono, giocando e scoprendo queste aree di divertimento, gestite con sicurezza e professionalità dai maestri (in sostanza maggior visibilità).
Altro problema, che ho presentato è il prodotto che si vende nella scuola, ancora molto legato a situazioni fortuite, dove puoi trovare il maestro buono o cattivo. A grandi linee ci si può giocare un 50% dei clienti che potrebbero rimanere fidelizzati alla scuola. Non esistono infatti dei cartelloni che riportano i percorsi didattici che si possono trovare all'interno della classica lezione di sci o snowboard (nel dettaglio spiegherò meglio quando ci saranno delle risposte a delle proposte fatte).
Mi sembra che sia chiaro il bisogno di cambiamento di tutto il mondo degli sport di scivolamento, ma è altrettanto chiaro che il cambiamento non sarà improvviso è brutale. Ci saranno dei tempi in cui tutti noi ci dovremmo migliorare, senza pensare a diventare dei professori ,sia in pratica sia in teoria,come tanti possono temere, ma possiamo molto semplicemente rivedere un po' il metodo con cui noi già lavoriamo.
In fondo è solo una questione di metodo e non di contenuti tecnici, che vanno solo aggiornati.
La verità è anche un po' nascosta dalla difficoltà di scrivere tutto ciò che in realtà potrebbe uscire da un dibattito tra persone vogliose di chiarezza, che approfondiscono il contesto con la formulazione di quesiti ben definiti dal confronto stesso.
Altra verità da cui non ci si può sottrarre è la nostra difficoltà a recepire, digerendo, concetti nuovi che ci tolgono da uno standard operativo ben stabilizzato nel tempo, che per essere anche leggermente modificato ha bisogno di impegni sempre maggiori più passano gli anni.
In conclusione non è necessario una trasformazione, ma un po' di volontà per adattare il nostro essere maestri e istruttori.