Tavola piatta o lamina in rotazione

Riding

Si pone spesso la domanda se sia possibile staccare in rampa tavola piatta per effettuare una rotazione.
Introduciamo l'argomento dicendo che per effettuare una rotazione uscendo frontside o backside, si deve creare una forza di rotazione con il corpo attorno all'asse longitudinale (che ricordiamo continua a modificare inclinazione) ;
questa forza si trasferisce ai piedi sempre e tende a modificare la stabilità della tavola e la sua direzione, ma se l'effetto di questa forza rotazionale ("momento-accelerazione angolare") è minore della forza d'attrito esercitata alla tavola dalla neve (e compressione rampa, e distensione del corpo verso l'alto) , è possibile generare un'impulso di rotazione a tavola piatta senza che questa cambi appunto direzione.
Generalmente è più facile e più efficace utilizzare la lamina andando a premere su di essa ricercando la presa di spigolo; questo vincolo evita infatti che la tavola cambi direzione destabilizzando il rider nella fase delicata dello stacco.
Staccando una rotazione si dovrebbero ridurre al minimo le forze disturbanti e destabilizzanti ciò che è il normale avanzamento della tavola, proprio per non interferire sulle esatte percezioni del rider, per questo è spesso conveniente gestire una presa di spigolo adeguata al tipo di rotazione e relative forze.
Staccando a tavola piatta il movimento di rotazione del corpo è necessariamente lento e poco intenso, e influenza minimamente i piedi; si trasmette al corpo in aria solo alla perdita del vincolo, ed è adatto solo per rotazioni lente (o in neve fresca!, dove non uso lamina?), o in situazioni come in neve fresca dove la presa di spigolo è meno sensibile e gli attriti generati dal terreno più marcati.

Tendenzialmente durante lo stacco i carichi del corpo si spostano più o meno intensamente verso la lamina, e dipendono da queste variabili:
tipo di neve, pressione esercitata dal piede-dai piedi, angolo di incidenza della tavola, inclinazione dell'asse longitudinale del corpo, eventuale raggio di curvatura della traiettoria d'uscita, lavoro articolare "differenziato" (in particolare della caviglia che sulle dita ha maggior mobilità che sui talloni