Ollie-Noseollie in Presa di Spigolo

Riding

La descrizione dell'esecuzione dell'ollie ha le caratteristiche descritte nel capitolo ollie, (/node/10)

In questo approfondimento analizziamo le particolarità riguardanti il rider quando salta in situazione di presa di spigolo, ovvero lo stacco dalle dita e dai talloni , con attenzione anche all'atterraggio.
Le situazioni dove si stacca in presa di spigolo sono svariate: diagonale, attraversamento/slittamento, in traiettorie curviline sbandate/condotte in pista o su rampa, in pipe; ovviamente gli ollie/noseollie possono essere senza o con rotazione.

Teniam presente che generalmente nello sport, nella vita, il corpo è progettato per camminare e correre prima che di "ridare", generalmente si usano le punte dei piedi per saltare/staccare, i talloni non si prestano così bene, talvolta per atterrare: è evidente che la nostra fisiologia ovvero l'asimmetria del corpo nelle due prese di spigolo ci condiziona molto sullo snowboard, sia per quel che riguarda la differente percezione fine delle pressioni su dita o talloni, sia per il diverso movimento articolare di caviglia, ginocchio, bacino. Il movimento del tronco dato dalla flessibiltà della colonna vertebrale e l'utilizzo del metatarso sono anch'essi punti di articolazione determinanti alla gestione dell'equilibrio, sono movimenti meno evidenti ma non meno importanti.

Prima di ipotizzare il corpo che effettua lo stacco di dita o talloni in velocità sul pendio, per isolare meglio le caratteristiche del movimento, vediamo nel disegno un rider fermo su piano orizzontale che gestisce solo l'equilibrio in lamina; i concetti importanti da considerare sono:
- l'inclinazione del corpo rispetto alla tavola, intesa in direzione dita talloni: da fermi il nostro corpo può mantenere l'equilibrio sulle dita con tutte le possibili posizioni di caviglia, in massima o minima apertura; questo non è possibile sui talloni
- l'angolo d'incidenza della della tavola in relazione al punto precedente (tav.1):
- il movimento articolare (/node/959)

- A e B - sulle dita vediamo che il corpo si può muovere con naturalezza sia con un angolo d'incidenza minimo della tavola, sia con un angolo d'incidenza accentuato; questo è possibile perchè il movimento articolare di caviglia è efficace e ampio potendo contare sulla collaborazione ottimale tra caviglia e ginocchia.

equilibrio_in_presa_di_spigolo_di_dita_e_talloni.png
- C - sui talloni con angolo d'incidenza minimo, non c'è la stessa naturalezza di movimento che sulle dita, infatti la caviglia può lavorare poco e il movimento utile per gestire l'equilibrio è dato dalle articolazioni di ginocchia e bacino;
- D - sui talloni aumentando l'angolo d'incidenza, in posizione alta è innaturale la gestione dell'equilibrio per lo più gestita dal bacino e dal supportospoiler- high back; abbassandosi, è complicato mantenere l'equilibrio perchè le forze gravitazionali che passano dal baricentro sono inevitabilmente spinte in modo accentuato oltre la lamina di talloni; anche se la caviglia ha meno mobilità il suo ruolo è attivo in chiusura dell'angolo piede/tibia ed è determinante per aiutare il sistema di equilibri.

Staccare di dita, dai talloni o dalla pianta dei piedi; queste tre situazioni identificano abilità differenti nella gestione del movimento del corpo, che scarica le forze su diverse e specifiche parti della tavola e di conseguenza sulla neve:
- I piedi son chiamati a gestire in modo molto specifico e preciso le pressioni che agiscono sulla tavola, c'è molta
differenza di sensibilità nel percepire le pressioni con le dita o con i talloni
- Il corpo per staccare si muove, si abbassa e si alza. Le articolazioni si utilizzano in modo differente in funzione al tipo di stacco

stacchi_dita_talloni_in_pendio.png

- A e B - ollie dalle dita : il movimento articolare delle caviglie è molto ampio ed efficace rendendo agevole lo stacco; sulle dita il rider può contare su molta sensibilità proprio per la fisiologia del corpo; è possibile gestire l'inclinazione del corpo rispetto all'angolo d'incidenza della tavola in modo ottimale grazie alla mobilità di caviglia, che è l'articolazione più vicina alla tavola, perciò indirizzare meglio il corpo in fase aerea per atterrare ancora sulle dita come in -A- o verso la tavola piatta o talloni come in -B-; gli atterraggi beneficiano anch'essi della sensibilità della posizione di dita , inoltre in atterraggio è più semplice appiattire la tavola arrivandoci dalla posizione di dita piuttosto che da quella di talloni.
- A e C - durante il movimento le forze scaricate a terra agiscono mantenendo una direzione costante che coincide con quella che dal baricentro va alla lamina;
- D - ollie dai talloni : la caviglia è più bloccata e tendenzialmente lavora chiudendosi per far in modo che le forze agiscano sul tallone, per questo motivo anche la gestione dell'inclinazione del corpo risulta poco efficace per il rider ;
la manovra di stacco dai talloni è limitata dall'impossibilità di aprire la caviglia; le articolazioni di ginocchia e bacino con la collaborazione del busto, sviluppano un movimento ampio e compartecipe che va a sopperire al deficit della caviglia.

Altro punto importante anch'esso, da cosiderare separatamente per non far confusione, è la localizzazione del baricentro durante lo stacco in ollie o noseollie, verso punta o coda tavola; e verso una o l'altra lamina.

La presa di spigolo nelle rotazioni:
rotazioni a favore dalle dita: l'inclinazione del corpo rispetto alla tavola tendenzialmente viene mantenuta verso la lamina di dita, proprio per il fatto che si sta premendo sulle dita stesse, questo assetto è di riferimento durante tutte le fasi del salto: fase preparativa, stacco e fase aerea; questa inclinazione è variabile in funzione ai tricks, alle velocità e ai raggi di curva, nonchè al pendio o al tipo di struttura:
rotazioni a sfavore dalle dita : l'inclinazione deve esser ricercata in modo preciso, la caviglia viene sfruttata in tutto il suo movimento, molto ampio; anche l'angolo d'incidenza della tavola può esser gestito nelle più ampie angolature.
rotazioni a favore dai talloni :
rotazioni a sfavore dai talloni