Dato l'argomento, mi sembra possa essere di interesse quanto pubblicato oggi, 11 maggio 2010, sul "Corriere della Sera" a pagina 27. È facilmente visibile anche su "Sci, i maestri venuti dall'Est invadono le piste trentine". Di Massimo Spampani.
Qualcuno forse lo ha già letto. È in discussione la formazione da una parte, e la regolamentazione Europea la quale non pone limiti alla libera prestazione di servizi professionali. Può essere tale aspetto di rilevanza, nell'ottica disciplinare globale? Quanto effettivamente sappiamo dei percorsi affrontati all'estero? Penso che anche in questo contesto l'immagine che si profila possa essere percepita e/o proposta in modo distorto.
Elaboro un pensiero: potrebbe sussistere la possibilità di relazionarsi a livello internazionale in tema di competenze e conoscenze deontologiche?