Le Catene Cinetiche - Generalità ed Eserciziario Introduttivo

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Approvato

Come introduzione alle idee proposte in aula nel corso dell'aggiornamento, ecco qui di seguito alcuni appunti inerenti le Catene Cinetiche.
Resto a disposizione per dubbi e chiarimenti.

LE CATENE CINETICHE
I termini di "catena muscolare" e "catena cinetica", mutuati dalla fisiatria e dalla cinesiologia sono divenuti di uso comune nel linguaggio dello sport perché aiutano a descrivere e a comprendere i complessi fenomeni biomeccanici che sono alla base dell'esecuzione del gesto atletico.
Da un punto di vista fisico definiamo come catena cinetica un sistema di trasmissione delle forze composto da segmenti rigidi uniti tra loro tramite giunzioni mobili definite snodi.
Il termine catena cinetica è usato dal punto di vista biomeccanico per definire l'interazione sinergica dei vari segmenti corporei, con lo scopo della esecuzione dei movimenti.
Il nostro organismo è composto da svariate catene cinetiche, i segmenti sono rappresentati dalle ossa mentre le articolazioni rappresentano i giunti (snodi). I muscoli sono il "motore" della catena cinetica.
In realtà questa semplificazione meccanica non è perfettamente applicabile nel campo della fisiologia del movimento umano poiché l'apparato muscolare è flessibile ed elastico e non può quindi essere paragonato a un vero e proprio sistema meccanico rigido. A causa della elasticità e della complessità dell'apparato osseo, articolare, tendineo e muscolare che ci impedisce di ricavare e scomporre con precisione le forze generate e trasmesse dalle varie porzioni delle catene cinetiche muscolari, è praticamente impossibile calcolare esattamente le forze (punto di applicazione, direzione, intensità,) di tutti gli elementi che agiscono sul sistema.
Tuttavia con le relative approssimazioni e adattamenti, lo studio delle catene cinetiche risulta molto utile nella analisi e nella interpretazione del movimento sportivo.

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