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Contenuto sperimentato sul campo ed approvato da Istruttori Nazionali Snowboard FISI

Spostamenti Fondamentali

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Il riding è il risultato di un insieme di azioni complesse che il rider esegue compiendo movimenti e spostandosi nello spazio. Per convenzione diremo che il rider si muove (compie movimenti relativi dei propri segmenti corporei) e si sposta (varia la sua localizzazione nello spazio). Dobbiamo quindi prendere in considerazione la descrizione di ogni sua azione relativamente a due sistemi si riferimento:

  • attraverso il sistema INTERNO, nel quale la tavola viene considerata ferma, descriveremo i movimenti corporei rispetto a questa (I 4 Movimenti Fondamentali /node/3270),
  • mentre attraverso quello ESTERNO considereremo lo spostamento da un punto A a un punto B lungo una prefissata traiettoria.

Caratteristiche del Movimento

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Questa bozza è stata creata per continuare il lavoro sul Nucleo - I 4 Movimenti Fondamentali /node/3270
Mi scuso in anticipo per eventuali imprecisioni anche grossolane e spero vivamente che chi ha delle conoscenze nel campo (colleghi e non) mi dia una mano ad approfondire l'argomento.

CARATTERISTICHE DI UN MOVIMENTO
Le caratteristiche di un movimento sono gli elementi che caratterizzano il movimento stesso, che ci permettono di analizzarlo, di descriverlo e di capire gli effetti che produce rispetto all'ambiente. Modificando queste variabili possiamo ottenere movimenti ed effetti più o meno differenti a seconda di quanto e quale/quali parametri andiamo a variare. Di seguito proveremo ad analizzare le caratteristiche principali che si possono utilizzare nella descrizione di un movimento.
- ampiezza/escursione (quanto mi muovo)
- localizzazione/intenzionalità (cosa si muove/da dove parte il movimento)
- direzione (flessioni/estensioni - adduzioni/abduzioni ecc o semplicemente direzione del movimento)

I 4 Movimenti Fondamentali

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Il riding è il risultato di un insieme di azioni complesse che il rider esegue compiendo movimenti e spostandosi nello spazio. Per convenzione diremo che il rider si muove (compie movimenti relativi dei propri segmenti corporei) e si sposta (varia la sua localizzazione nello spazio). Dobbiamo quindi prendere in considerazione la descrizione di ogni sua azione relativamente a due sistemi si riferimento:

  • attraverso il sistema INTERNO, nel quale la tavola viene considerata ferma, descriveremo i movimenti corporei rispetto a questa,
  • mentre attraverso quello ESTERNO considereremo lo spostamento da un punto A a un punto B lungo una prefissata traiettoria (Spostamenti Fondamentali /node/3424).

Nel sistema INTERNO si usano i riferimenti degli assi e piani anatomici. Si immagina il corpo umano percorso da 3 assi e tagliato da 3 piani. In tale sistema si descriveranno i 4 movimenti fondamentali.

Movimento di Torsione

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Il movimento di torsione può essere definito come l'insieme delle possibilità di movimenti/rotazioni che il corpo può compiere sull'asse longitudinale. Si può dire che la torsione descrive rotazioni, anche in sensi diversi (orario/antiorario) delle varie parti del corpo lungo appunto l'asse longitudinale.
Il corpo, lungo l'asse longitudinale presenta infatti degli "snodi" che permettono ad alcuni "blocchi di parti del corpo" di effettuare delle rotazioni più o meno ampie gli uni rispetto agli altri. Nel presente lavoro sono stati presi in esame tre blocchi (cilindri):
- PIEDI
- BACINO
- SPALLE

Movimento Alto-Basso (applicato agli stacchi)

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Il movimento alto–basso, cioè piegamento e distensione, sono descritti molto semplicemente nel testo snowboard 2000 come il "passaggio da una posizione alta ad una bassa e viceversa".
Questi due movimenti si possono grossolanamente applicare a tre situazioni principali nello snowboarding che sono quando il rider si trova:
- sulle dita
- a tavola piatta
- sui talloni

In tutti e tre i casi (in situazione statica o di moto rettilineo uniforme) l'obbiettivo/risultato finale deve essere lo stesso: passare da una posizione alta ad una bassa e viceversa, facendo in modo che la proiezione del baricentro continui a cadere nello stesso punto prima, dopo e durante il movimento stesso ed in particolare nelle tre situazioni descritte sopra la proiezione del baricentro dovrà cadere rispettivamente:
- nel centro della lamina di dita
- nel punto d'intersezione delle diagonali del quadrilatero che ha per lati le lamine e l'esterno dei piedi
- nel centro della lamina di talloni

Capacità Coordinative nello Snowboard

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Appunti - Indicazioni generali / Spunti didattici

1. LE CAPACITA' COORDINATIVE GENERALI
Lo snowboard è uno sport ricco di situazioni variabili e servono buone capacità coordinative per interpretare con soluzioni creative e personali, in modo efficace, l'ambiente dello snow-park, della neve fresca o della pista. Le capacità coordinative si possono identificare come le capacità di organizzare, controllare e regolare il movimento per perseguire un obiettivo ben determinato. Le capacità coordinative, insieme a quelle senso-percettive e condizionali, sono alla base degli apprendimenti e delle esecuzioni motorie e sportive. L'insieme delle capacità motorie permette di realizzare gesti ed azioni sportive efficaci, su cui si devono edificare le basi delle abilità acrobatiche. I periodi favorevoli al loro incremento si collocano tra la fanciullezza e la preadolescenza.

Le capacità coordinative generali si possono così classificare:
- CAPACITA' DI APPRENDIMENTO MOTORIO. È la capacità di apprendere nuovi movimenti che si stabilizzano tramite continue esercitazioni.
- CAPACITA' DI DIREZIONE E CONTROLLO. È la capacità di controllare il movimento durante l'esecuzione, secondo un obiettivo ed un programma d' azione prefissato.
- CAPACITA' DI ADATTAMENTO. È la capacità di modificare il programma motorio, adattandolo in rapporto ad una nuova ed improvvisa situazione.

Ogni rider, sia esso principiante o atleta di alto livelo, fa appello alle proprie capacità coordinative nell'istante in cui deve apprendere un nuovo gesto o un nuovo trick oppure tutte le volte che si trova nella condizione di doverlo riorganizzare o riadattare a nuove situazioni ambientali e a nuove strutture.

Le Catene Cinetiche - Generalità ed Eserciziario Introduttivo

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Come introduzione alle idee proposte in aula nel corso dell'aggiornamento, ecco qui di seguito alcuni appunti inerenti le Catene Cinetiche.
Resto a disposizione per dubbi e chiarimenti.

LE CATENE CINETICHE
I termini di "catena muscolare" e "catena cinetica", mutuati dalla fisiatria e dalla cinesiologia sono divenuti di uso comune nel linguaggio dello sport perché aiutano a descrivere e a comprendere i complessi fenomeni biomeccanici che sono alla base dell'esecuzione del gesto atletico.
Da un punto di vista fisico definiamo come catena cinetica un sistema di trasmissione delle forze composto da segmenti rigidi uniti tra loro tramite giunzioni mobili definite snodi.
Il termine catena cinetica è usato dal punto di vista biomeccanico per definire l'interazione sinergica dei vari segmenti corporei, con lo scopo della esecuzione dei movimenti.
Il nostro organismo è composto da svariate catene cinetiche, i segmenti sono rappresentati dalle ossa mentre le articolazioni rappresentano i giunti (snodi). I muscoli sono il "motore" della catena cinetica.
In realtà questa semplificazione meccanica non è perfettamente applicabile nel campo della fisiologia del movimento umano poiché l'apparato muscolare è flessibile ed elastico e non può quindi essere paragonato a un vero e proprio sistema meccanico rigido. A causa della elasticità e della complessità dell'apparato osseo, articolare, tendineo e muscolare che ci impedisce di ricavare e scomporre con precisione le forze generate e trasmesse dalle varie porzioni delle catene cinetiche muscolari, è praticamente impossibile calcolare esattamente le forze (punto di applicazione, direzione, intensità,) di tutti gli elementi che agiscono sul sistema.
Tuttavia con le relative approssimazioni e adattamenti, lo studio delle catene cinetiche risulta molto utile nella analisi e nella interpretazione del movimento sportivo.

Capacità Coordinative e Snowboarding

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Di seguito vengono presentate alcune della capacità coordinative più correlate con la pratica dello snowboarding. Per ogni capacità coordinativa viene esposta la definizione e una serie di situazioni che possono permettere di sviluppare, mettendo in difficoltà il rider, le capacità coordinative.

• Capacità di Orientamento
• Capacità di Reazione
• Capacità di Combinazione
• Capacità di Equilibrio
• Capacità di Ritmizzazione
• Capacità di Differenziazione
• La Fantasia Motoria
• Capacità di Anticipazione

Capacità di orientamento

L'Essenza del Movimento - Tecnica Elementare e Base

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Mantenendo inalterati gli esercizi di Snowboard 2000, ma iniziando dalla tavola no-foot, qui di seguito una via metodica che parte dai seguenti presupposti:

  • mantenimento di centralità e lateralità nell'esecuzione degli esercizi.
  • utilizzo di minori movimenti possibili ma usati in maniera proporzionale per ottenere il risultato.
  • osservazione del corpo umano e delle sue posture.
  • gestione della tavola solo tramite lo spostamento delle pressioni esclusi i seguenti casi:dallo slittamento all'attraversamento e viceversa,foglia morta e seconda parte della ghirlanda.

CONSIDERAZIONI INIZIALI
Questo metodo si basa sulla percezione del movimento, di conseguenza non si dovrebbe passare agli step successivi, senza aver sentito/ acquisito il movimento corretto.
Ogni nuova posizione andrebbe prima provata sul flat e con i boots aperti meglio recepire il lavoro di caviglia,dita e metatarso.

Contrapposizione degli Appoggi Hard

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Con la ricerca di una posizione più frontale, si va a modificare il risultato degli appoggi.
Sul piede anteriore nulla cambia, rispetto al testo Snowboard 2000, sul piede posteriore il risultato sarà sempre sul linguettone in tutte 2 le curve, andando a favorire il giusto assetto del bacino e favorire l'azione sterzante o la conduzione (in funzione alla velocità e inclinazione).
Anche i carichi saranno differenti avendo un 60/40 in back e un 40/60 in front

Gli 8 Cambi di Spigolo (8 Curve)

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Gli otto cambi rappresentano le varie possibilità di un rider di passare da uno spigolo all'altro partendo dalla posizione trasversale rispetto al pendio. Il rider pertanto può scegliere di partire da talloni (o dita), andare verso destra (o sinistra) e ruotare verso monte (o valle). Nel ricombinare tutte le varie opzioni si raggiunge il risultato di otto azioni totalmente diverse l'una dall'altra. Vi sono inoltre alcune possibilità di collegare tra di loro le otto azioni, senza ripetizioni. A titolo di esempio è stato ipotizzato un collegamento di azioni, come da numerazione in blu.

UPDATE marzo 2012
Come suggerito da Ettore Salvini le 8 possibilità di cambiare spigolo derivano da 2 opzioni per ciascuna dei 3 situazioni di partenza:

PARTENZA OPZIONI
spigolo di appoggio dita - talloni
direzione andatura destra - sinistra

Bambino e Snowboarding di Paolo Corvi e Cesare Pisoni

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Insegnare lo snowboard ai Bambini è di fondamentale importanza per lo sviluppo e la crescita futura del nostro sport. Tra i fattori determinanti questa scelta dobbiamo ricordare che:
- Un bambino dal maestro non apprende solo la tecnica ma viene introdotto in un mondo nuovo, quello della montagna e della neve, fantastico e stimolante che ha delle regole ben definite per poterlo vivere al meglio.
Ogni bambino, come ogni uomo, ha delle caratteristiche uniche ed irripetibili. Insegnare al bambino necessita grande dedizione e passione, e può dare delle soddisfazioni enormi che ripagano il maestro di tanti sacrifici. Per raggiungere i propri obiettivi il maestro di snowboard moderno deve accrescere le proprie conoscenze e costruire una strategia didattica ad hoc su ogni singola persona. Per questo motivo nella formazione vanno prese in considerazione:
- Sviluppo delle capacità motorie e cognitive dei bambini in funzione della loro fascia d'età
- Capacità di adattamento allo sforzo fisico in funzione del tipo e della durata della lezione.
- Didattica e tipo di comunicazione da adottare con il bambino a seconda dell'età.
- Gestione del gruppo.
- Proporre dei giochi di fantasia motoria specifici per l'apprendimento.

Il Salto

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La buona riuscita del salto dipende da come vengono eseguite le sue fasi: rincorsa, stacco, aria e atterraggio; ogni fase dipende direttamente da quella antecedente (vedi testo da p.100 a p.136 e /node/97, nonché strutture artificiali /node/504).
La fase di stacco, e più esattamente il momento di passaggio dalla neve all' aria è tuttavia determinante e di particolare importanza; il rider deve sentirsi a proprio agio affrontando una struttura idonea alle sue abilità tecniche (vedi link traiettorie aeree: /node/438) e alle sue sensazioni e motivazioni. Il rider potrebbe altresì esser influenzato positivamente o negativamente dal maestro, o dagli altri, condizionandolo sotto l'aspetto emozionale.
Il maestro gioca un ruolo fondamentale perché rapportandosi all'allievo potrebbe "spingerlo o bloccarlo" nell' interpretazione delle strutture; opportuno è dar la priorità alla sicurezza, per questo è necessaria una profonda conoscenza delle abilità richieste al compito e quelle del rider/allievo.
I modi differenti di staccare dal kick influenzano la fase aerea e l'atterraggio in vari modi. Di seguito consideriamo lo stacco negli standard air, nei salti dritti; dopo un breve accenno alla rincorsa, che come prima fase del salto è determinante.

La Lateralità

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Importanza della lateralità e organizzazione dell'attività fisica nel quadro delle varie età.

La lateralità Che cos'è?

Dal punto di vista dell'attività motoria per sviluppo della lateralità s'intende un predomino motorio che verte sui segmenti destri o sinistri del corpo

Strutture Artificiali

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Questo manuale è una raccolta di informazioni e testimonianze relative alla progettazione ed alla realizzazione di strutture per lo snowboarding. Il manuale spiega tutte le fasi costruttive delle varie strutture, tra cui halfpipes, quarterpipes, straight jumps, nonché lo sviluppo di boardercross e snowparks.
Per le tecniche corrette ed i risultati perfetti nella realizzazione delle costruzioni artificiali è consigliabile consultare inizialmente un esperto del panorama snowboardistico e successivamente designare un responsabile tecnico che assicuri una corretta manutenzione.

Attrezzatura

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Una corretta conoscenza dell'attrezzatura permette di avvicinarsi allo snowboarding e progredire rapidamente.

Si ringraziano per la collaborazione fornita:
Federazione Italiana Sport Invernali
Burton Snowboards
Hammer Snowboards
Head Snowboards
Red Corporation

Asimmetria dei Movimenti Backside/Frontside

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L'argomento è molto articolato, per ora troverai solo alcuni spunti schematici a riguardo.

Per molti è ovvio che la curva di talloni sia più semplice ed istintiva rispetto rispetto alla curva di dita. Questa sensazione potrebbe derivare dallo spontaneo orientamento dello sguardo verso la percorrenza agevoli l'impulso rotatorio (e in parte potrebbe essere vero).

Traiettorie Aeree su Kicker

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Quando si salta sfruttando una rampa, l'ampiezza del salto dipende direttamente dalla velocità del rider in percorrenza sul coping, dalla pendenza della rampa (tav.1), dal lavoro articolare del rider che stacca ed eventuale flex tavola che si può trascurare (tav.2) nonché dal tipo di struttura ovvero dove è localizzato l'atterraggio rispetto al coping (tav.3).
pendenza_della_rampa.png
L'angolo d'uscita dal dente di 45° è quello che porta ad atterrare più distanti, ma ricordiamo che il rider, con un movimento basso-alto in uscita dal jump va a modificare anche notevolmente questo angolo e la traiettoria (tav.2).
Nel disegni sotto andiamo a evidenziare ciò che accade staccando in modi diversi, e con tempi diversi; vedi anche il link salto /node/374.
Il baricentro del rider che effettua un ollie percorre una parabola aerea più alta rispetto a quella ipotetica di un salto a portare. La parabola aerea viene più o meno modificata verso l'alto in proporzione alla velocità di spostamento del baricentro in fase di stacco, infatti, se a parità di velocità d'avanzamento si esegue una distensione di stacco più rapida, per esempio in 50 cm. invece che 1 metro, la parabola aerea viene modificata maggiormente verso l'alto.
Non sempre il movimento articolare verso l'alto porta il rider più distante orizzontalmente, potremmo dire che su rampe minori di 45° il rider staccando arriva più distante, al contrario su rampe di ampiezza pari o maggiore di 45°, dove appunto si tende a percorrere una distanza orizzontale minore perché ci si allontana dall'angolazione d'uscita di 45°.

Motori di Curva

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I motori di curva analizzano i meccanismi alla base di cambi di direzione e di orientamento del sistema rider-tavola e possono essere prodotti dal rider che interagisce con l'attrezzo e con l'ambiente esterno. Nella storia dell'insegnamento dello snowboard i maestri hanno utilizzato principi apparentemente molto distanti per far comprendere ed eseguire la tecnica e relativi modelli. Prendiamo in esame una "semplice" curva: dal punto di vista fisico i movimenti corporei, l'attrezzatura e l'ambiente in cui interagiscono hanno sempre seguito gli stessi principi, ovvero se il rider cambia traiettoria è perché applico delle forze che lo mettono in condizione di farlo. Immaginate una persona che cammina/corre ed ad un certo punto questa persona decide di cambiare direzione: nel momento del cambio se tra suola e terreno non ci fosse aderenza la persona non devierebbe traiettoria. Anche nel riding il principio fisico alla base dei cambi di direzione è legato esclusivamente alla reazione vincolare del terreno.

Progressione Box

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INTRODUZIONE: LE CAPACITÀ DI BASE
Come tutti ben sappiamo, la capacità di base di cui si parla spesso nell'esecuzione dei box è quella di saper mantenere la tavola piatta. Normalmente, questo concetto è associato alla perpendicolarità dell'asse longitudinale al piano d'appoggio, con una conseguente parvenza di assolutezza del concetto. In realtà, il concetto non è da intendersi come assoluto ed infatti quello di cui si parlerà nelle righe seguenti è quello di “gestione” della tavola piatta. Il concetto, già espresso nelle dispense di Paolo Bazzana si basa sulla effettiva possibilità, tutt'altro che remota, di avere la tavola piatta ma l'asse longitudinale non perpendicolare al piano d'appoggio. Questa non perpendicolarità andrà nella maggior parte dei casi a determinare un aumento del carico e delle pressioni nella parte di tavola (base d'appoggio) verso cui si inclina l'asse stesso. Pensando ad un boardslide, potremmo pensare all'asse longitudinale inclinato verso l'andatura (la maggior parte delle cadute, sopratutto a livelli bassi, si fanno verso la provenienza). L'attrezzo sarà a contatto con il box da lamina a lamina e soddisferà il concetto di “tavola piatta”, ma il rider potrà gestire un leggero aumento di carico sulla lamina di andatura.

Press in Presa di Spigolo

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PRESS IN PRESA DI SPIGOLO - AMPLIAMENTO SUL DOCUMENTO "PRESS A TAVOLA PIATTA"
Continuando a parlare di capacità, possono essere introdotti degli accorgimenti che possono facilitare l'esecuzione di press non in situazione di tavola piatta e massima pendenza (descritti nei punti precedenti) ma in situazione di presa di spigolo. Una delle capacità che può aiutare maggiormente ad effettuare manovre di questo tipo può essere quella di saper gestire i piedi, e le prese di spigolo che ne derivano in modo indipendente.

Questa indipendenza è da intendersi come la capacità di muovere i piedi in tutte le direzioni possibili, in maniera coordinata e quindi volontaria, ma non per forza simmetrica, per favorire l'equilibrio in posizioni e situazioni diverse dalla posizione di equilibrio normale definita come posizione di base.
Per capire questi movimenti, si possono prendere come esempio i livelli di base facendo riferimento al movimento che genera lo svincolo;
Lo svincolo, come inizio curva per esempio, può essere visto come una diminuzione uniforme della presa di spigolo (entrambi i piedi nello stesso momento) abbinato ad un impulso rotatorio generato dal corpo e trasferito verso alla tavola.

Movimento Destra-Sinistra (applicato ai press con tavola piatta)

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Inizio sperimentazione Corso Maestri Friuli Venezia Giulia - Passo Stelvio 14lug08

FLAT TRICKS
Per flat tricks si intendono tutti i giochi di movimenti che si possono eseguire: in andatura, da fermi, sulla neve o su strutture di materiali e forme diverse; con la tavola agganciata ad entrambi i piedi, ad uno solo, o addirittura, prendendo le dovute precauzioni, con la tavola sganciata.
Le possibilità di movimento (di seguito chiamati tricks) si possono considerare infinite, ed è proprio questa possibilità di movimento libero (freestyle) il carburante che alimenta la passione e stimola il popolo sempre in crescita dello snowboarding.

Proprio per la moltitudine di tricks, al loro continuo evolversi e alla possibilità di combinarli, risulta difficile trovare dei modelli tecnici da applicare a questo settore.
La scelta è quindi quella di parlare di CAPACITÀ. Esse possono essere utili o addirittura indispensabili in questo campo perché forniscono una base attorno alla quale lavorare per approcciare o progredire in questo settore.
Si ricorda che dette capacità, ci consentono indubbiamente di progredire passando da un livello all'altro ma soprattutto di collegare i vari settori dello snowboarding (alpino, freeride, boardercross, halfpipe, bigair, box, flat tricks...). Inoltre offrono la possibilità di apprendere elementi che potranno essere trasferiti più o meno facilmente ad altri sport.

Valutazione Frontside/Backside boardslide su BOX

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Di seguito alcuni consigli per un corretto approccio ad un box fin dai primi passi (inizio sperimentazione Corso Maestri Piemonte - Bardonecchia 9-20feb09).

I riders hanno lavorato principalmente sui seguenti aspetti:

4 HALFPIPE

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Come punto di partenza si faccia riferimento al testo Snowboard 2000 edito da FISI. Andremo ad approfondire solo alcuni aspetti tecnici per definire nel dettaglio gli esercizi dal punto di vista operativo, anche per i rider meno esperti. Verranno indicati aspetti fondamentali quali presa di spigolo, equilibrio dinamico e rotazione della parte alta del corpo. Rimangono fondamentali gli aspetti di posizioni naturali e centralità dinamica.

3 FUNBOX O TABLETOP

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3.1 Salto in quattro fasi (vedi testo ufficiale pag. 100)

3.2 Salto a portare, con impulso classico, con ollie.
Sulla base degli esercizi 3.1 possiamo affrontare un salto fondamentalmente in tre metodi diversi.
• A Portare. In questa interpretazione percorriamo la struttura senza spinte particolari (in aggiunta ai movimenti proposti al 3.1).
• Con impulso classico. Le fasi di rincorsa, aerea ed atterraggio vengono gestite secondo schemi già affrontati. Sulla transizione, durante lo stacco, distendere gradualmente entrambe le gambe (vedi 1.3)
• Con ollie. Le fasi di rincorsa, aerea ed atterraggio vengono gestite secondo schemi già affrontati. Sulla transizione, durante lo stacco, eseguire il movimento di ollie (vedi 1.4).

2 TRANSIZIONE

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(preferibilmente su quarterpipe perpendicolare alla m.p.)

2.1 Preparazione e stacco (senza fase aerea)
In questo esercizio si percorre la zona di rincorsa e la transizione della struttura, entrando in una andatura e uscendo con andatura opposta, mantenendo la tavola piatta. La velocità di avanzamento dovrà essere inizialmente ridotta per non oltrepassare il dente della struttura o coping. Possiamo stimolare l'interesse e la precisione nel gestire la velocità di ingresso, tramite un compito specifico: l'estremità dello snowboard deve raggiungere un punto di riferimento sulla transizione, sul vert o sul coping, senza avere la possibilità di correggere la velocità in fase di rincorsa. Si dovrà quindi regolare la velocità di ingresso, spostando il punto di partenza a quote diverse, anziché far sbandare l'attrezzo o eseguire delle curve destabilizzanti.

1 FLATRICKS - JIBBING

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1.1 Andature forward e fakie
Come punto di partenza si faccia riferimento al testo ufficiale, tenendo presente che il primo approccio alle andature fakie è avvenuto sin dalla foglia morta nel I livello.

Punti principali da trattare:
• Ricercare la massima naturalezza posturale, stabilità e NEUTRALITÀ rispetto all'andatura
• Migliorare la conduzione per assicurare successivamente una sufficiente stabilità/sicurezza durante le manovre. Infatti quando si svilupperanno le rotazioni la capacità di conduzione fornirà un indispensabile elemento di vincolo in entrata/uscita dalle stesse
• Sviluppare andature fakie anche a velocità medio/alta

Progressione Snowboard Freestyle Riding

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INTRO
Questo lavoro iniziato nel 2000 circa è dedicato a tutti i riders italiani: istruttori, maestri, aspiranti, allievi... riders. Ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di elaborare queste teorie tra cui alcuni colleghi e parecchi aspiranti maestri, che (a volte ignari del loro contributo) hanno spinto l'insegnamento dello snowboard allo stato attuale. Mi sentirei di elencare i miei ispiratori-consiglieri... ma vista la moltitudine, certamente ne scorderei qualcuno. Quello che stai per leggere "non" è opera mia, ma il frutto di una lunga e paziente raccolta, collaudo e validazione di intuizioni&sensazioni di riders che ho avuto la fortuna di trovare sulla mia... pista. Nella speranza che il tuo riding ne possa trovare giovamento, ti auguro buona lettura.

Box e Principianti

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Tutte le attività all'interno del park presentano un grado di difficoltà, con un corrispondente grado di pericolosità.
L'elemento di rischio, inserisce il problema della situazione emozionale, che pregiudica il risultato delle prove che possono essere fatte all'intero del park.

APPROCCIO

Sicurezza prima di tutto
Le protezioni necessarie:
Casco
Paraschiena
Pantaloncini imbottiti

La paura di quello che non si conosce

Ollie

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La voce Ollie è un termine che deriva dallo skateboard, e come nello skate sta ad indicare una serie di movimenti attraverso i quali, sfruttando l'attrezzo, ci si stacca dalla superficie su cui poggia l'attrezzo stesso eseguendo un salto. Come suggerito e specificato da Alberto Bertamini, "L'ollie è uno skateboarding trick aereo, inventato da Alan Ollie Gelfand nel 1976 e successivamente adattato per le superfici piatte da Rodney Mullen. È stato poi adattato a quasi tutti gli sport di Tavola compreso Surf e Wakeboard". (Fonte wikipedia)
Nello snowboard, l'azione muscolare del rider combinata alla risposta elastica della tavola permette di staccare la tavola dalla neve per eseguire la manovra desiderata. Pensando alle interazioni possibili tra azione muscoloare, coordinazione dei movimenti e risposta elastica della tavola, anche in riferimento alle caratteristiche proprie dell'ollie con lo skate, si possono individuare 2 tipi di ollie, che a prima vista potrebbero sembrare molto simili ma che approfondendo presentano delle differenze non trascurabili.

Per capirci meglio parleremo di 2 tipi di ollie principali con lo snowboard:
SNOWBOARD OLLIE
SKATE OLLIE

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