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Chi riceve un'idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia; come chi accende la sua candela con la mia riceve luce senza lasciarmi al buio. Thomas Jefferson (1743-1826) |
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RIFERIMENTI:
Contributo sviluppo: Boris Montesso (lauereando in fisica)
Baricentro: capitolo di fisica del testo "Snowboard 2000"
Nucleo e spostamenti del baricentro: http://snowpedia.it/category/stato/nucleo - http://snowpedia.it/node/4885
PREMESSA:
La bozza che segue tiene in considerazione i seguenti spostamenti del baricentro:
- avanti/indietro
- destra/sinistra
Non tiene in considerazione il movimento su / giù, perché non l'ho ancora elaborato sulla carta.
[inizio sperimentazione mag2012 corso sicilia]
Organizzato il sistema attrezzo-rider attorno agli elementi del nucleo (in particolare a I 4 Movimenti Fondamentali /node/3270 ed a Le Caratteristiche del Movimento /node/3420) risulta necessario fare alcune considerazioni sugli ambienti fondamentali entro cui e possibile muoversi.
Gli ambienti fondamentali sono: NEVE, "ARTIFICIALE", ARIA.
A seconda dell'ambiente cui si deve far fronte sara capacita ed abilita del rider interpretare, adeguare ed attuare gli elementi del nucleo alla ricerca della massima efficacia ed efficienza possibile.
Ogni ambiente ha caratteristiche proprie che modificano radicalmente il tipo di riding, vediamo quali.

Il riding è il risultato di un insieme di azioni complesse che il rider esegue compiendo movimenti e spostandosi nello spazio. Per convenzione diremo che il rider si muove (compie movimenti relativi dei propri segmenti corporei) e si sposta (varia la sua localizzazione nello spazio). Dobbiamo quindi prendere in considerazione la descrizione di ogni sua azione relativamente a due sistemi si riferimento:

Il riding è il risultato di un insieme di azioni complesse che il rider esegue compiendo movimenti e spostandosi nello spazio. Per convenzione diremo che il rider si muove (compie movimenti relativi dei propri segmenti corporei) e si sposta (varia la sua localizzazione nello spazio). Dobbiamo quindi prendere in considerazione la descrizione di ogni sua azione relativamente a due sistemi si riferimento:
Nel sistema INTERNO si usano i riferimenti degli assi e piani anatomici. Si immagina il corpo umano percorso da 3 assi e tagliato da 3 piani. In tale sistema si descriveranno i 4 movimenti fondamentali.
ho ritrovato in rete un vecchio articolo fatto per Panorama. Lo copio con la speranza che altri autori possano prendere spunto, soprattutto per inserire pezzi di introduzione allo sport.
FONTE: http://archivio.panorama.it/archivio-2003-11-5
Se l'arrivo del freddo vi ha acceso la voglia di provare nuove emozioni sulle piste e avete pensato di cimentarvi con la tavola da snowboard, ecco un essenziale vademecum, con le caratteristiche principali di uno sport capace di cambiare la vita di chi lo pratica.
Introduzione
Attraverso il mio concetto di snowboard, ho intrapreso la ricerca di un feeling sempre più profondo con l’attrezzatura, lavorando con diversi tipi di materiali in diversi contesti, ho cercato di perfezionare le sensazioni ed i movimenti che mi permettevano di amalgamarmi con l’attrezzo, cercando di annullare le interferenze, pensando alla tavola come ad un estensione del mio corpo. Ho cercato di spostare le sensazioni al di là del piede, trasformando le lamine, la soletta ed ogni parte dell’attrezzo nell’estremità inferiore del corpo. Il lavoro che più mi ha avvicinato a questo concetto di snowboard e stato la ricerca e l’analisi dei feedback del piede e dell’ articolazione della caviglia.
Sperando di fare cosa utile, inserisco alcuni appunti che stanno ad ammuffire nel mio computer. Salutoni, emilio
Intro | RIPETERE PER MIGLIORARE
C'è un equivoco di fondo, legato probabilmente ad un approccio più “easy” dell'allievo snowboarder e dell'insegnante rispetto ai metodi di insegnamento, che porta talvolta il Maestro di Snowboard durante la sua azione didattica a sottovalutare grandemente la ripetizione del gesto e a sopravalutare (altrettanto grandemente) la consapevolezza dell'allievo rispetto al movimento corporeo che deve compiere.
Noi addetti siamo tutti a conoscenza che esistono delle regole all'interno degli Snowpark.
E i non addetti?
Io penso che oltre quel centinaio di "animali da park" nessun altro le conosca e ne consideri l'importanza. I regolamenti sono sempre esposti alle entrate (o nelle vicinanze) degli Snowpark ma penso di non aver mai visto nessuno che si soffermi a leggerle. Forse un pò perchè se ne fregano ma sicuramente un pò anche perchè nessuno ha voglia di leggersi tutta la pappardella.
E gli stranieri? Bah a volte mi sà che non sanno nemmeno che se si fà un salto bisogna atterrare sulla parte in discesa e non su quella pianeggiante.
Ecco perchè ho abbozzato queste immagini. Sono sicuramente migliorabili soprattutto per l'aspetto grafico e secondo me chiaramente da tradurre in più lingue.

Il rider, dopo aver preso confidenza con la fase aerea ed essere in grado di eseguire alcuni grabs, deve imparare ad eseguire rotazioni durante un salto.
Padroneggiare con la tecnica richiede un sacco di pratica e persistenza.
Se durante la fase aerea il rider assume una posizione raccolta aumenterà la sua velocità di rotazione, specialmente se durante il grab la spalla segue la rotazione.
Le rotazioni possibili sono 4, due per andatura del rider:
FORWARD : Frontside, Backside
FAKIE: Switch Frontside, Switch Backside
Asse di rotazione: è la linea ideale alla quale ruota il corpo.
Il corpo umano è percorso da 3 assi:
Z = Asse longitudinale: attraversa il corpo dal capo ai piedi.
Y = Asse trasversale: dalla spalla all’ altra.
X = Asse sagittale: dal petto al dorso.
L’ insieme di due assi forma un piano:
Z,Y = Piano frontale: divide il corpo umano in parte anteriore e posteriore.
Z,X = Piano sagittale: divide il corpo umano in parte sinistra e destra.
X,Y = Piano trasversale: divide il corpo umano in parte superiore ed inferiore.

Si usa il termine SLIDE quando il rider scivola su di una superficie liscia come i RAILS o BOXS. Il termine è nato anni fa con lo skateboard in street, anche se il trick veniva definito in due modi:
SLIDE se si passava sul rail con la superficie dello skate e GRIND usando i Trucks dello skate.
I Rails sono dei corrimano in acciaio con la parte superiore piatta oppure rotonda, mentre i box sono strutture più semplici e sicure perché larghe e basse da terra.
Non sempre la struttura da affrontare è frontale al Nose della tavola: se l'ingresso è laterale si usa FRONTSIDE quando è in direzione del lato Frontside e BACKSIDE quando è in direzione del lato Backside.
FIFTY-FIFTY SLIDE (50-50)
Il rider scivola sul rail (oppure lo salta) a tavola dritta sulla struttura.
Cioè l’asse longitudinale della tavola è parallela al rail.

Si usa il termine GRAB quando il rider in fase aerea afferra lo snowboard con una mano o due.
Il termine è nato anni fa con lo skateboard, quando gli skaters prendevano la tavola con le mani per tenerla attaccata ai piedi nel momento di fare evoluzioni in aria.
Anche se in snowboard i piedi sono attaccati alla tavola, i grabs hanno una loro funzione:
grabbare la tavola aiuta a stabilizzare il corpo in aria e a controllare la rotazione, velocizzandola oppure rallentandola a seconda del grab e dalla posizione del braccio esteso.
In principio per non perdere l’ equilibrio, risulta più facile grabbare la tavola vicino ai piedi durante la fase di stallo del salto.
Ricorda di non piegare solo la schiena per grabbare, ma raccogli le gambe avvicinando la tavola alle mani, in modo di essere tutt’uno con lo snowboard.
Ovviamente più la fase aerea sarà lunga è più sarà facile eseguire le prese prima di atterrare.
I grab tradizionali sono una decina, perché intuitivi e naturali. I restanti sono perlopiù varianti e figure poco usate, perché ironiche o “scomode” rispetto allo skate.
Vi sono diversi STILI di esecuzione:
Si dice TWEAKED quando il rider tira la tavola verso di sé, associato ad una rotazione di 90 gradi del busto.
Si dice BONED quando il rider distende una delle due gambe in fase di grab:
Nosebone quando distende la gamba avantreno e Tailbone quando distende la gamba retrotreno.
Si dice STIFFY quando il rider distende entrambe le gambe.
Si dice SHIFTY quando il rider ruota la tavola nell’opposta direzione del busto.
Si dice TUCKED KNEE quando il rider appoggia una delle due ginocchia sulla tavola.
Si dice ARCHED quando il rider inarca la schiena.
Si dice FLAIL quando il rider perde il controllo in aria, agitando le mani.


Mantenendo inalterati gli esercizi di Snowboard 2000, ma iniziando dalla tavola no-foot, qui di seguito una via metodica che parte dai seguenti presupposti:
CONSIDERAZIONI INIZIALI
Questo metodo si basa sulla percezione del movimento, di conseguenza non si dovrebbe passare agli step successivi, senza aver sentito/ acquisito il movimento corretto.
Ogni nuova posizione andrebbe prima provata sul flat e con i boots aperti meglio recepire il lavoro di caviglia,dita e metatarso.
Proporre lo snowboard a bimbi molto piccoli potrebbe sembrare una forzatura. In realtà la forma di gioco può introdurre piccoli rider in questo mondo in modo naturale, semplice e divertente. Fattore determinante è l'attrezzatura: tavole molto corte (altezza all'addome), ma con la possibilità di montare passi larghi quanto la lamina effettiva (in alcuni casi); altro fattore determinante nel caso dei più piccoli è l'utilizzo di calzature doposci che permettono libertà di flessione alla caviglia... e i bimbi non saranno più destinati a stare una vita sui talloni...
Tavola senza attacchi con pad su tutta la parte piana della coperta (cover) e un leash agganciato all'estremità del tail.
Questo attrezzo ha la possibilità di essere utilizzato in diverse attività didattiche, facendo prevalere l'aspetto ludico con finalità di carattere tecnico.
Non essere vincolati alla tavola attraverso gli attacchi, oltre ad agevolare i primi spostamenti sulla neve sviluppa capacità di sensibilità alle pressioni senza che questa sia dovuta all'inclinazione dell'asse longitudinale del corpo.
La pratica no-foot aumenta la consapevolezza dello scivolamento trasversale e delle problematiche relative alla centralità dinamica, all'equilibrio dinamico e alle pressioni.
Gli esercizi da proporre saranno tutti su discese sulla massima pendenza con eventuali leggeri cambi di direzione possibili solo in caso di neve soffice o se pilotati dal maestro tramite il leash.
Buon giorno a tutti,
con il presente comunicato la Federazione Italiana Sport Invernali riconosce ufficialmente Snowpedia quale mezzo di comunicazione di supporto tra il gruppo degli Istruttori Nazionali di Snowboard. Snowpedia viene riconosciuto anche come strumento con il quale tutto il gruppo istruttori elabora e sviluppa i temi, sia tecnici, sia didattico metodologici, che attraverso la sperimentazione, la condivisione e il confronto trovano spazio e applicazione nelle diverse realtà formative, con una continua e attenta attività di aggiornamento.
Cordiali saluti.
Martin Wieser
Direttore Commissione Attività Formative
Ufficio Attività Formativa
Via Piranesi 44/B - 20137 Milano

La buona riuscita del salto dipende da come vengono eseguite le sue fasi: rincorsa, stacco, aria e atterraggio; ogni fase dipende direttamente da quella antecedente (vedi testo da p.100 a p.136 e /node/97, nonché strutture artificiali /node/504).
La fase di stacco, e più esattamente il momento di passaggio dalla neve all' aria è tuttavia determinante e di particolare importanza; il rider deve sentirsi a proprio agio affrontando una struttura idonea alle sue abilità tecniche (vedi link traiettorie aeree: /node/438) e alle sue sensazioni e motivazioni. Il rider potrebbe altresì esser influenzato positivamente o negativamente dal maestro, o dagli altri, condizionandolo sotto l'aspetto emozionale.
Il maestro gioca un ruolo fondamentale perché rapportandosi all'allievo potrebbe "spingerlo o bloccarlo" nell' interpretazione delle strutture; opportuno è dar la priorità alla sicurezza, per questo è necessaria una profonda conoscenza delle abilità richieste al compito e quelle del rider/allievo.
I modi differenti di staccare dal kick influenzano la fase aerea e l'atterraggio in vari modi. Di seguito consideriamo lo stacco negli standard air, nei salti dritti; dopo un breve accenno alla rincorsa, che come prima fase del salto è determinante.
I motori di curva analizzano i meccanismi alla base di cambi di direzione e di orientamento del sistema rider-tavola e possono essere prodotti dal rider che interagisce con l'attrezzo e con l'ambiente esterno. Nella storia dell'insegnamento dello snowboard i maestri hanno utilizzato principi apparentemente molto distanti per far comprendere ed eseguire la tecnica e relativi modelli. Prendiamo in esame una "semplice" curva: dal punto di vista fisico i movimenti corporei, l'attrezzatura e l'ambiente in cui interagiscono hanno sempre seguito gli stessi principi, ovvero se il rider cambia traiettoria è perché applico delle forze che lo mettono in condizione di farlo. Immaginate una persona che cammina/corre ed ad un certo punto questa persona decide di cambiare direzione: nel momento del cambio se tra suola e terreno non ci fosse aderenza la persona non devierebbe traiettoria. Anche nel riding il principio fisico alla base dei cambi di direzione è legato esclusivamente alla reazione vincolare del terreno.
INTRODUZIONE: LE CAPACITÀ DI BASE
Come tutti ben sappiamo, la capacità di base di cui si parla spesso nell'esecuzione dei box è quella di saper mantenere la tavola piatta. Normalmente, questo concetto è associato alla perpendicolarità dell'asse longitudinale al piano d'appoggio, con una conseguente parvenza di assolutezza del concetto. In realtà, il concetto non è da intendersi come assoluto ed infatti quello di cui si parlerà nelle righe seguenti è quello di “gestione” della tavola piatta. Il concetto, già espresso nelle dispense di Paolo Bazzana si basa sulla effettiva possibilità, tutt'altro che remota, di avere la tavola piatta ma l'asse longitudinale non perpendicolare al piano d'appoggio. Questa non perpendicolarità andrà nella maggior parte dei casi a determinare un aumento del carico e delle pressioni nella parte di tavola (base d'appoggio) verso cui si inclina l'asse stesso. Pensando ad un boardslide, potremmo pensare all'asse longitudinale inclinato verso l'andatura (la maggior parte delle cadute, sopratutto a livelli bassi, si fanno verso la provenienza). L'attrezzo sarà a contatto con il box da lamina a lamina e soddisferà il concetto di “tavola piatta”, ma il rider potrà gestire un leggero aumento di carico sulla lamina di andatura.
Come punto di partenza si faccia riferimento al testo Snowboard 2000 edito da FISI. Andremo ad approfondire solo alcuni aspetti tecnici per definire nel dettaglio gli esercizi dal punto di vista operativo, anche per i rider meno esperti. Verranno indicati aspetti fondamentali quali presa di spigolo, equilibrio dinamico e rotazione della parte alta del corpo. Rimangono fondamentali gli aspetti di posizioni naturali e centralità dinamica.

La voce Ollie è un termine che deriva dallo skateboard, e come nello skate sta ad indicare una serie di movimenti attraverso i quali, sfruttando l'attrezzo, ci si stacca dalla superficie su cui poggia l'attrezzo stesso eseguendo un salto. Come suggerito e specificato da Alberto Bertamini, "L'ollie è uno skateboarding trick aereo, inventato da Alan Ollie Gelfand nel 1976 e successivamente adattato per le superfici piatte da Rodney Mullen. È stato poi adattato a quasi tutti gli sport di Tavola compreso Surf e Wakeboard". (Fonte wikipedia)
Nello snowboard, l'azione muscolare del rider combinata alla risposta elastica della tavola permette di staccare la tavola dalla neve per eseguire la manovra desiderata. Pensando alle interazioni possibili tra azione muscoloare, coordinazione dei movimenti e risposta elastica della tavola, anche in riferimento alle caratteristiche proprie dell'ollie con lo skate, si possono individuare 2 tipi di ollie, che a prima vista potrebbero sembrare molto simili ma che approfondendo presentano delle differenze non trascurabili.
Per capirci meglio parleremo di 2 tipi di ollie principali con lo snowboard:
SNOWBOARD OLLIE
SKATE OLLIE
"mario, perché non creare un sito sullo snowboard con l'approccio open source di wikipedia?"
Questa è stata la frase che mi ha portato a creare snowpedia, ora tocca a te. Per inizare a dare il tuo contributo, registrati creando un nuovo account ed accedi alla gerarchia di snowpedia. Se non sai da dove iniziare vai su Aiuto.